Kick and Punch



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Angelo Valente

Cosa faccio

Il ring è la mia casa. Sul ‘quadrato magico’ sono proprio io. A parte quando sono in trasferta per tenere stage e corsi di aggiornamento, le mie giornate si snocciolano tra corsi e lezioni come personal di pugilato, kick boxing, e savate – la mia arte marziale d’origine. Ma chi si sofferma a guardare una lezione percepisce un insegnamento che va al di là della kickboxing o del pugilato intesi come gli sport di tendenza. La boxe insegna uno stile di vita, l’arte nobile di vivere la nostra esistenza secondo regole ben precise, che sono l’onestà, la correttezza, il rispetto. Un riscaldamento intenso e mirato (corsa, salti, allunghi, flessioni, addominali) seguito dalla parte di tecnica vera e propria (tecnica a coppia, oppure passata) diventa il mezzo per prendere coscienza innanzitutto del proprio corpo: se non conosci i tuoi limiti non li puoi superare. Se un muscolo duole, ti rendi subito conto che esiste, laddove magari prima nemmeno sapevi di averlo. Una macchina assolutamente perfetta, ma comunque un corpo da proteggere sempre, mai abbassare la guardia – ed è questa la prima grande regola che viene insegnata. Insieme al rispetto verso te stesso e verso il tuo avversario. Non esistono colpi bassi sul ring. Tutto si svolge sempre secondo le regole: “il ring è il posto più bello del mondo: sai sempre quello che ti può capitare.” A tutti i difensori della non violenza, non la stiamo certo a raccontare: il pugilato non è certamente lo sport più soft di questo mondo, è uno sport fatto di pugni, che fanno male, che lasciano la pelle livida, e per chi pratica la kick, anche di calci… (sarebbe inutile dire che comunque di recente sono stati surclassati da sport decisamente più violenti, sarebbe una rivendicazione caduta nel vuoto) Ma è uno sport duro, principalmente per la determinazione che richiede, i sacrifici, la tenacia e la costanza. E sono sempre più numerose le donne che decidono di intraprenderlo. E’, prima di tutto, una ferrea disciplina mentale e il fisico, segue. Non esistono sport che siano stati dipinti e narrati, osannati e allo stesso tempo condannati come il pugilato. Forse perchè, oltre ad essere uno tra gli sport più antichi, ci sbatte sfrontatamente in faccia, in una manciata di riprese, tutto lo svolgersi della nostra esistenza quotidiana: ogni problema va fronteggiato, non si voltano mai le spalle, a volte si cade, ci si rialza, si va avanti. A volte si deve fare un passo indietro, a volte invece uno in avanti. E a volte non ci si rialza affatto. Ecco come io passo la mia giornata, cosa faccio: insegno ad affrontare – attraverso la metafora di uno sport antichissimo e da sempre considerato la noble art – la quotidianità, il pugilato insegna a proteggersi sempre e non soccombere mai. Si va fino in fondo. Si combatte sempre. Davanti ai problemi della vita non ci si arrende mai. Si va avanti sempre e comunque. Anche l’allievo più inesperto viene aiutato a rafforzare il fisico e la mente, accompagnato passo dopo passo lungo un percorso formativo che richiede sacrifici, certo, ma in cambio rende tante soddisfazioni. Ed è attraverso la propria trasformazione che l’allievo nel tempo si rende conto del grande lavoro svolto insieme a lui, su di lui. Passo dopo passo, un poco per volta. Il ‘tutto e subito’ non esiste. Ci vuole grande umiltà nell’apprendimento di questo sport. Basta una lezione di personal perchè anche il più scettico si innamori di questa disciplina così tanto bistrattata. Provare per credere!!